Spartaco Chiesa

Professione: pensionato già giudice del Tribunale d’appello  

Età: 73

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
La radio perché non avevamo la tv o non c’era. Segnatamente i notiziari con gli aggiornamenti sulla guerra di Corea e la domenica popolare con Artemia Antognini.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Difficile distinguere: tutto ha lasciato un segno nella mia formazione, in particolare i servizi radiofonici e televisivi che hanno contribuito a darmi una migliore conoscenza del Cantone e della Nazione intera. Da molti anni seguo regolarmente anche l’emittente televisiva di lingua tedesca.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?
Cristina Trezzini (purtroppo pensionata), non solo perché è mia parente, ma per la qualità dei suoi servizi; gli amici Maria Pia Belloni e Gabriele Bohrer; Olivier Bosia, Bettina Müller e Roberto Rizzato.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
Attualmente trovo molto interessante Modem, l’edizione principale del telegiornale e lo sport in tv, in particolare sci e tennis. Non seguo del tutto l’intrattenimento RSI.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
L’iniziativa deve essere respinta perché cambierebbe in modo radicale il rapporto fra società e mondo della comunicazione, lasciando a fonti senza una responsabilità verso il Paese di informare o disinformare il pubblico che difficilmente dispone di criteri propri per scegliere tra notizie vere e notizie fasulle; tanto più oggi, di fronte alla massa di fonti incontrollabili a disposizione.
Perché credo che un’eventuale libera concorrenza fra aziende comporterebbe una pericolosa confusione tra il pubblico, dal momento che ogni azienda produrrebbe soprattutto in funzione di risultati economici.
Perché resteremmo orfani di un’istituzione a livello svizzero che è fondamentale per la conoscenza del Paese e per lo spirito della nostra “Willensnation”. SSR/RSI sono una colonna della coesione nazionale e della vitalità della lingua italiana a livello nazionale.  

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