Renzo Galfetti

Professione: Avvocato

Età: 70 anni

Attività politica: Indipendente (davvero) di centro-destra, già in Gran Consiglio e presidente del CC di Chiasso.

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
Il mio primo ricordo… in realtà sono due: lo sbarco sulla luna nel 1969 con la memorabile coppia Blaser e Bigatto e la visita di Giovanni Paolo II a Lugano nel 1984. Di questa ricordo con commozione l’intervista, sulla soglia della Cattedrale di Lugano, concessa dal Papa a Marco Nessi del Regionale: fu una prima mondiale che allora interpretai quale carineria verso il nostro Paese e la TSI e che ora mi pare un segno premonitore, allora inimmaginabile, di solidarietà verso Marco che dopo poco tempo ci lasciò.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Cito solo un ricordo: l’intervista magistrale di Michele Fazioli al Vescovo Corecco che confessò, con il sorriso, di essere gravemente e irreversibilmente malato. Quell’intervista, quella testimonianza, credo abbia lasciato il segno in molti.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?
Le voci della rsi che ricordo con emozione sono diverse: da Mario Casanova, che con tono baritonale ogni mezzogiorno ci informava alla radio, ad Alberto Canetta, con una capacità ed una dizione che ci permettevano di guardare la RAI dritta negli occhi, allo stesso Blaser, alla mitica Mascia Cantoni, a Sergio Maspoli ed a tanti altri che si sono succeduti. Insomma, è inutile negarlo: tutti i ticinesi, basta che ci pensino un momento, hanno un rapporto affettivo ed emozionale con la RSI.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
60 minuti, Falò, Patti Chiari, il TG, la cronaca regionale e….Vuoi quei Kiwi (ora solo su Facebook).

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
Abolire il canone sarebbe un atto di autolesionismo, di masochismo. Non vedo un motivo, non uno!, che lo possa giustificare. Al contrario senza il canone non avremmo un servizio pubblico di informazione indipendente, elemento essenziale e irrinunciabile in una democrazia sana e rispettosa del diritto del popolo di sapere. E del dovere dello Stato di fare in modo, senza influenze, che sappia.

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