Monica Duca Widmer

Professione: ingegnere chimico

Età: 58

Ruolo politico:  già presidente del Gran Consiglio Ticinese

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?

Ricordo con piacere le storie di Cappucetto a Pois, una bambina coraggiosa, che vinceva sempre il goffo Lupone. Una storia che ha aiutato molti bimbi a non aver paura e molte bimbe a vincere i preconcetti. Segue “la penitenza del silenzio delle 12:30”, orario sacro del notiziario radiofonico e penitenza per i bambini.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
I documentari, la storia, la musica ed il teatro della svizzera italiana, unitamente ai focosi dibattiti politici: conoscenze importanti a sostegno della coesione sociale, del senso di appartenenza culturale che sta alla base di una società democratica.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionata?
Indicandone solo uno  faccio torto a tanti: la professionalità è di regola elevata e calibrata al tipo di trasmissione. Da appassionata di documentari non posso non citare Rachele Bianchi Porro per la signorilità, le competenze e la capacità comunicativa su temi d’attualità non sempre facili da affrontare.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
I notiziari, i documentari, il giardino di Albert, i programmi di approfondimento di Rete Due.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
Abolire il canone, significa eliminare la RSI e non più disporre di un servizio pubblico indipendente, obbligato a risponde alle regole del pluralismo linguistico e culturale. Quale minoranza abbiamo sempre potuto contare sulla solidarietà

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