Marco Borghi

Professione: Professore universitario

Ruolo politico: consiste nell’intento di contribuire a far conoscere la Costituzione e a realizzare i diritti costituzionali per le persone più vulnerabili (ad. es. i pazienti psichiatrici, collaborando attivamente all’attività della Fondazione Svizzera Pro Mente Sana).

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
Ho molti ricordi personali, di carattere anche affettivo: mio padre è stato un pioniere a Radio Monteceneri, autore di radiodrammi originali e di regie innovative. Pare perfino che io stesso, già all’età di due anni, abbia involontariamente suggerito il titolo per una sua trasmissione, “La luna s’è rotta”, frutto di una mia spontanea reazione espressa alla visione della luna ridotta ad un quarto.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Sicuramente la storica indimenticabile trasmissione “La costa dei barbari” per vari motivi, sia perché con tono gradevole sottolineava l’importanza della semantica e dell’uso corretto delle parole e delle espressioni verbali controverse, sia perché ha costituito in particolare per i miei figli, allora minorenni  e trasferiti con me a Friborgo, un fondamentale richiamo alle radici italofone. Un esempio del ruolo centrale di sensibilizzazione e di promozione dell’italiano oltre i confini della Svizzera italiana svolto dalla RSI e messo a repentaglio dall’iniziativa.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?
Mi fa piacere ricordare Louis Gay des Combes, che ai tempi del liceo avevo modo di frequentare regolarmente e di apprezzare l’eccellenza e i riconoscimenti internazionali attribuiti a lui, primo violino, e, già allora, all’Orchestra.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
Calcio, tennis e alcuni approfondimenti (Modem, Falò, Tempi moderni); qualche documentario.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
Posso aggiungerne uno a quelli (che condivido) regolarmente menzionati dagli esponenti dei vari comitati contro l’iniziativa e fondato sulle mie competenze di costituzionalista: se è d’un lato evidente che formalmente l’iniziativa non viola la Costituzione, per il semplice motivo che, se accettata, propone una modifica della stessa, è tuttavia sostenibile che essa ne contraddice il principio di coerenza , siccome, eliminando una vitale fonte di finanziamento, priva la collettività di uno strumento essenziale (stante il ruolo centrale di radio e TV) per l’effettiva realizzazione di principi e diritti fondamentali  (ad es.: il plurilinguismo; la libertà d’opinione e i diritti politici, che presuppongono una corretta informazione; ecc.) che la stessa Costituzione sancisce imperativamente.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial