Henrik Bang

Professione: Imprenditore forestale

Età: 45

Ruolo politico: Gran Consigliere e Consigliere Comunale a Bellinzona

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
In ambito radiofonico il mio primo ricordo RSI mi riporta a oltre 35 anni fa, quando, di nascosto dai miei, alla sera ascoltavo con una piccola radiolina a batterie nascosta sotto il cuscino, le radiocronache dell’ambrì piotta. Essendo molto piccolo immancabilmente mi addormentavo senza spegnerla.
In ambito televisivo; Attention; trois, deux, un…., con un fischio dei giudici Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri iniziava “Giochi senza frontiere” e tutti a fare il tifo per la rappresentativa svizzera.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Vi sono molto programmi che hanno lasciato, in qualche modo un segno, per svariati motivi. In ambito dell’intrattenimento Buzz, Fizz, Quizz, e la Palmira, in ambito scientifico Natura Amica e per concludere in ambito informativo il Regionale, il Quotidiano e Storie.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?
Ho un particolare piacevole ricordo delle maratone elettorali del duo Fazioli e Jelmini. Aldina Crespi, Sandra Sain mi hanno particolarmente colpito, sicuramente il programma di Storie ha permesso di esaltare il loro notevole bagaglio culturale. Alain Melchionda nutre molte simpatie nel nostro nucleo famigliare.

Quali sono i programmi preferiti attualmente?
Vi sono molto programmi che seguo regolarmente ma soprattutto il Quotidiano, Storie, Falò e naturalmente le programmazioni sportive.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
Il cittadino ticinese contribuisce globalmente al canone nazionale per 53,7 milioni mentre, grazie al concetto solidale del federalismo, del plurilinguismo e del rispetto delle minoranze, al Ticino ritornano oltre 242 milioni, che equivale al 20,5% del canone incassato globalmente a livello nazionale. Abbiamo pertanto un saldo netto di oltre 188 milioni. Questo importante contributo, finanziato principalmente dai cittadini svizzeri tedeschi e francesi, contribuisce, qui in Ticino, alla creazione di un ulteriore valore aggiunto complessivo di 213 milioni di franchi che corrisponde ad almeno 500 posti di lavoro creati nell’industria privata che vanno ad aggiungersi ai 1’200 posti interni alla RSI. Per riassumere un NO alla Billag equivarrebbe al rifiuto annuo di 188 milioni di soldi provenienti da Berna e all’eliminazione di ca. 2’000 posti di lavoro in Ticino, proprio un malaffare poco lungimirante per il nostro Cantone, e poi chi più riferirebbe della Fiera di San Martino, della rivalorizzazione delle cave di Arzo, dei formaggi dei nostri alpi, del Pentathlon del boscaiolo, e di tanti altri aspetti del nostro territorio e della nostra storia.

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