Giorgio Noseda

Professione: medico 

Età: 79 anni

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?

La RSI era Radio Monteceneri: ascoltavo da bambino, in religioso silenzio, i notiziari da Berna che riferivano in particolare sui fatti della seconda guerra mondiale,  attraverso la voce magnetica di Mario Casanova, che più tardi conobbi personalmente.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?

Nel passato 360 minuti di Silvano Toppi, le emissioni di Gianna Paltenghi e Peppo Jelmorini, Medicina oggi di Sergio Genni, Controluce di Michele Fazioli, Micromacro di Fabrizio Fazioli. Oggi  seguo regolarmente l’informazione, che considero di alto livello e gli approfondimenti come Falò e 60 Minuti. Alla radio, oltre le notizie, su Rete 1 Laser e Modem e su Rete 2: Moby Dick,  Geronimo nelle sue varie forme, Il giardino di Albert e in generale i programmi di letteratura e musicali.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?

Roberto Antonini, Mariagrazia Rabiolo, Clara Caverzasio, Mariarosa Mancuso. Per il passato sono particolarmente affezionato a Bixio Candolfi, Dino Balestra, Marco Blaser e apprezzo l’attuale direttore Maurizio Canetta.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente

Radio – e Telegiornale, Moby Dick, Laser, Modem, i citati Falò e 60 Minuti.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?

Perché si deve mantenere forte il servizio pubblico di qualità, elemento di coesione fra le diverse nostre culture. Senza di che la RSI in una regione piccola come la nostra  scomparirebbe ed è un valore cui non possiamo rinunciare, anche affettivamente.

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