Gianni Frizzo

 

Professione: Pensionato

Età: 61 anni

Presidente “Giù le mani dall’Officina”

 

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
I primi ricordi risalgono a metà degli anni 60, quando scolaretto, a casa con il morbillo, ingannavo il prurito con le comiche avventure di “Gianni e Pinotto”.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Da ragazzo, sono rimasto emozionalmente segnato dalla trasmissione “Un’ora per voi”. Un canale di contatto, sociale e umano, provvidenziale per gli emigranti e i loro familiari.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?
Nella peculiare e professionale funzione che svolgono, sono affezionato a tutti!

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
A casa nostra i programmi della RSI sono i più apprezzati in assoluto e quindi anche i più seguiti, indipendentemente dalla tematica: dallo sport al documentario, dalla cultura, all’intrattenimento.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
Vi sono almeno ragioni di “cuore”, “solidarietà”, “opportunità” e “buon senso”. Anzitutto, “solidarietà” per le implicazioni sociali e umane che vi sarebbero, con la perdita dei posti di lavoro messi in pericolo da questa iniziativa, con il rischio dunque d’essere privati di uomini e donne che, con il loro “fare”, divulgano sapere, informazione e cultura. Un’opportunità alla quale non vorrei rinunciare per nessunissima mera ragione economica. Pertanto, anche il “cuore e il buon senso”, mi dettano la scelta che sarò chiamato a fare il 4 marzo prossimo: un categorico “NO” per dire SI al “servizio pubblico” e NO allo smantellamento di un bene comune!

 

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