Gerardo Rigozzi

Professione: pensionato, già direttore della Biblioteca cantonale di Lugano

Età: 66 anni

 

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?

Sono le notizie riferite dalla nostra radio in occasione dell’invasione russa dell’Ungheria nel ’56, ma anche le prime immagini televisive che vedevamo in gruppi di una quindicina di persone ad Aquila, grazie a un appassionato di telecomunicazioni.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?

I dibattiti televisivi e alcuni programmi di approfondimento della radio. Mi affascinavano le cronache di Blaser e Bigatto sulle imprese spaziali, e gli incontri di pugilato di Mohamed Alì.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?

Ricordo con particolare affetto Sergio Genni e Sergio Maspoli e ho sempre seguito con interesse le interviste di Michele Fazioli.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?

Seguo: i programmi informativi, sportivi, Millevoci e i film (se sono interessanti). Non mi piacciono i programmi investigativi che pretendono di sostituirsi, con sicumera e talvolta in modo tendenzioso, agli apparati istituzionali preposti. In particolare non gradisco le testimonianze anonime, che sono un insulto alla trasparenza

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?

Premetto che l’ente fa poco per comprendere la disaffezione crescente dei cittadini e spesso si presenta con troppa saccenteria. Inoltre gli apparati direzionali, nonché certi settori, sono eccessivamente gonfiati di personale, con stipendi assai superiori ad altri settori privati o pubblici.
Ma l’abolizione del canone significherebbe spegnere i contributi informativi e culturali importanti – che sono vitali per la nostra regione e per la Svizzera intera – a favore dell’ulteriore intromissione di tv spazzatura. Senza canone perderemmo inoltre un indotto attualmente significativo per l’intera Svizzera italiana.

Dobbiamo mantenere il canone, ma nel contempo dobbiamo contenere le spese del personale a favore dei contenuti dei programmi, che possono essere ulteriormente migliorati attraverso una sempre maggiore professionalità

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