Francesco Pervangher

 

Età: 43 anni

Professione: docente di economia (e cantautore per passione)

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?

Probabilmente le partite di disco su ghiaccio dei mondiali alla fine degli anni 70’.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?

Scacciapensieri, Natura amica, A modo mio, Micro Macro, i documentari musicali (ROCK LEGENDS) magistralmente commentati da Simona Foglia.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?

Serbo un affettuoso ricordo di Fabrizio Fazioli, giornalista economico molto sensibile, ma non posso neppure scordare le eleganti telecronache sportive di Tiziano Colotti e i servizi di Rinaldo Giambonini (che non fu solo giornalista sportivo ma fu anche tra i primi a trasmettere il telegiornale della Svizzera italiana).   

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?

Il quotidiano e il telegiornale delle 20:00 li seguo regolarmente. Quando il tempo me lo permette seguo con interesse “Il filo della storia”, “60 minuti”, “Turné”, “Falò”, “Patti chiari”, ma anche “Cuochi d’artificio” oppure le varie trasmissioni sportive o musicali.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?

Il contributo della RSI alla diffusione e alla promozione della cultura locale (e non solo) è davvero pregevole. I servizi offerti dalla RSI sono di buona qualità e sarebbe davvero un peccato non garantirli più al pubblico. Dal lato economico, e forse questo è l’aspetto più importante, un potenziale smantellamento di un’azienda di queste dimensioni rappresenterebbe un dramma, dalle conseguenze molto gravose non solo per i lavoratori interessati, ma per l’intera collettività. Un’azienda che muore è un po’ come un fiume che si prosciuga, le conseguenze sull’ecosistema sono inequivocabili.

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