Chiara Simoneschi-Cortesi

 

Già Consigliera nazionale

 

 

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?
Il primo ricordo risale agli anni `50 (ero piccolina) quando la domenica pomeriggio c’era la commedia dialettale: mi ricordo la magia di quelle voci che uscivano da quel grosso mobile.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?
Per la radio, sicuramente tutte le trasmissioni informative, in particolare i “notiziari”; per la TV anche l’intrattenimento, per esempio “Giochi senza frontiere” (apertura sul mondo) e lo sport: mi ricordo che guardavamo la coppa Spengler tutti assieme in salotto.

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionata?
La voce per eccellenza era quella di Mario Casanova, più tardi anche quella del compianto Achille Casanova che conoscevo da sempre: siamo cresciuti nello stesso quartiere di Molino-Nuovo e poi ci siamo rivisti a Berna ai tempi dell’Università e ancora quando ero in Consiglio nazionale.Il volto è quello di Maristella Polli, mia compagna di scuola.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?
Informazione e approfondimento, per esempio Modem, Falò, Il giardino di Albert; anche intrattenimento e informazione culturale come Turnè, Il giro del mondo, Storie, i documentari e le presentazioni di libri.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?
La legge che abbiamo confezionato più di 10 anni fa è un ottimo compromesso svizzero, equilibrato e attento all’impatto dei media sulla società e sulla democrazia; in particolare si assicura un servizio pubblico di qualità, sia tramite la SSR, sia tramite i privati, in tutte le regioni linguistiche e culturali, avente come obiettivo la reciproca conoscenza e la coesione nazionale.

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