Carlo Lepori

Età:70

Professione: prof. SUP pensionato

Ruolo politico: deputato al Gran Consiglio

 

Qual è il suo primo ricordo della RSI?

Il notiziario della mezza, naturalmente, da ascoltare a tavola in religioso silenzio; le cronache della Svizzera italiana con la sigla «O pecorina dal candído vello, ti toserò senza farti del male» e un concorso radiofonico, durato parecchie settimane, che mi ha permesso alla fine di vincere una macchina fotografica.

Quali sono i programmi che hanno lasciato un segno in lei?

Anche se non di produzione svizzera, perché ai tempi si riceveva solo la RAI, ma buoni esempi di servizio pubblico, citerei «Non è mai troppo tardi» che ci piaceva per le doti del maestro Alberto Manzi, anche se sapevamo già leggere e scrivere, e «Il club dei castori» con Febo Conti. E ho sempre amato lo « Scacciapensieri»

Ha un personaggio, un volto o una voce della RSI a cui è particolarmente affezionato?

Le giornaliste e i giornalisti del telegiornale che si sono succeduti negli anni. Della Rete Due apprezzo, tra le altre, le voci di Giuseppe Clericetti e Olivier Bosia.

Quali sono i suoi programmi preferiti attualmente?

Della televisione i telegiornali, le trasmissioni di approfondimento come «Falò» e «60 minuti» e in genere tutto quello che passa in tarda serata, anche se poi non riesco e vederlo. Della radio i Radiogiornali e Rete Due in genere.

Perché a suo parere l’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo deve essere respinta?

L’esperienza in altri paesi insegna che Radio e Televisione abbandonate al libero mercato non sono in grado di fornire l’informazione bilanciata e completa che il nostro sistema politico esige; e non riescono a soddisfare i bisogni delle minoranze lingustiche e culturali.

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