Assemblea dell’Associazione

L’Associazione Amici della RSI si riunisce in assemblea

Mercoledì 25 aprile 2018, ore 18.00, nell’aula A21 presso l’Università della Svizzera italiana

Con il seguente ordine del giorno:

  1. Nomina del/la presidente del giorno e dei/lle scrutatori/trici
  2. Approvazione dell’ordine del giorno
  3. Approvazione del verbale dell’Assemblea del 30 maggio 2017
  4. Saluto del Presidente
  5. Relazione finanziaria sull’esercizio 2017
  6. Relazione dell’Ufficio di revisione per l’esercizio 2017 (scarico)
  7. Approvazione dei conti dell’esercizio 2017
  8. Modifica statuto derivante dall’ottenimento dell’esenzione fiscale
  9. Resoconto Campagna No Billag
  10. Futuro dell’Associazione Amici
  11. Eventuali

Grazie di cuore!!!

Il Comitato dell’Associazione Amici RSI ringrazia di cuore gli oltre 100’000 votanti della Svizzera italiana (ticinesi e grigionesi), i 7’200 Amici RSI e tutte le numerose persone che hanno dimostrato fiducia e attaccamento verso la nostra Radiotelevisione (RSI). 

  

Un plauso va a tutte le collaboratrici e collaboratori RSI che durante questa lunga campagna hanno svolto il loro lavoro con professionalità, dedizione, coraggio e dignità.

 

Associazione Amici della RSI

Una campagna finanziata da cittadine e cittadini!

L’Associazione Amici della RSI ha potuto contare su uno straordinario numero di piccoli donatori e sulla collaborazione gratuita di persone, artigiani, piccole aziende e Comuni.

La campagna contro l’iniziativa “Sì all’abolizione del canone” volge al termine. In segno di trasparenza, l’associazione Amici della RSI desidera informare la cittadinanza su attività, modalità di finanziamento e principi seguiti nel proprio lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Dal giorno della sua fondazione, il 30 maggio 2017, l’Associazione ha perseguito l’ideale di una sensibilizzazione “dal basso”. La petizione in difesa del servizio pubblico, prima azione della neonata associazione, ha nel frattempo raccolto 7’188 firme (stato 26 febbraio).

Nel corso di questi nove mesi l’Associazione ha organizzato e ha partecipato a 12 incontri pubblici. Essa ha inoltre presenziato al mercato di Bellinzona, a Locarno, a Lugano e in altre località della Svizzera italiana tramite bancarelle o azioni di volantinaggio e sensibilizzazione.

Il 19 dicembre gli Amici hanno proposto una anteprima del film Frontaliers; il 22 febbraio è stato invece organizzato un concerto pubblico gratuito a Castione. Le due serate, nel loro complesso, hanno visto la partecipazione di oltre 1’300 persone.

L’Associazione ha organizzato e finanziato la distribuzione a 206’000 fuochi di un volantino informativo. Ha organizzato e finanziato la diffusione di 1’102 striscioni, esposti da volontari e da cittadini in altrettante posizioni nella Svizzera italiana. Le posizioni su proprietà pubbliche sono state regolarmente autorizzate. Infine, l’Associazione ha finanziato la pubblicazione di 9 inserzioni su riviste locali.

Tutte queste attività sono state possibili grazie a 418 donazioni prevalentemente di piccola entità da parte di singoli cittadini-amiciRSI che hanno partecipato al crowd funding lanciato dall’Associazione. La donazione minima è stata di Fr. 10.-, la massima di 10.000.-. I versamenti al di sotto dei Fr. 300.- sono stati ben 292. Dal mese di dicembre fino al 23 febbraio ci sono stati solo due giorni in cui non abbiamo ricevuto versamenti: è un dato eccezionale che testimonia la generosità degli svizzeri italiani e l’attaccamento alla nostra Radio e Televisione.

Non è stato utilizzato nemmeno un singolo franco proveniente dal canone. L’Associazione è del tutto indipendente sia dalla RSI sia dalla CORSI.

Gli Amici della RSI hanno potuto inoltre avvalersi di collaborazioni in natura da parte di individui, famiglie e artigiani che hanno contribuito fornendo materiali, gadget, risorse umane e quant’altro. Il tutto in uno spirito di meritoria collaborazione, a testimonianza dell’affetto che il Paese porta alla nostra radiotelevisione pubblica. In marzo l’Associazione Amici della RSI terrà la sua prima assemblea ordinaria presentando nel dettaglio i conti.

L’Associazione Amici della RSI ringrazia volontari e volontarie, artigiani, aziende, autorità comunali e cantonali, i semplici cittadini per il sostegno e invita a votare NO all’iniziativa per l’abolizione del canone radiotelevisivo.

Il “no” dell’Ordine degli avvocati

di Renato Cabrini

Avvocato, Presidente OATI (Ordine degli avvocati del Canton Ticino)

Quale Presidente dell’Ordine degli avvocati del Canton Ticino sono in costante contatto con i colleghi d’oltre Gottardo. Essi amano il Ticino, ci apprezzano anche per il ruolo fondamentale nella coesione del paese, in quanto rappresentiamo l’espressione di una terza cultura mediatrice fra le sensibilità romande e quelle svizzero-tedesche. Estranei alle nostre piccole baruffe locali, gli amici confederati non capirebbero le ragioni di un nostro voto a favore della “No Billag”, voto che interpreterebbero come del tutto autolesionistico. Ci vedrebbero invece come persone con poca lungimiranza e che non prestano il dovuto riguardo verso i propri fondamentali interessi.

Il 4 marzo il popolo e i cantoni svizzeri sono chiamati a rispondere con un NO o con un SI a un chiaro quesito in ambito di produzione radiotelevisiva.

Il testo letterale dell’iniziativa non lascia dubbi di sorta. Con il SI la produzione radiotelevisiva “.ch” dovrà essere esclusivamente di natura privata, vietando di fatto qualsiasi intervento federale con denaro pubblico. Risulta quindi comprensibile che le emittenti pubbliche, diversamente da quelle private, non abbiano elaborato un “Piano B”: visto il chiaro indirizzo dell’iniziativa popolare, che non ammette alternative di sorta. Non si può invece escludere che sarà la stessa politica federale a intervenire elaborando un piano di salvataggio dell’emittente pubblica.  Ma si tratta di ipotesi, senza inoltre la garanzia che vi sarà una reale attenzione alla salvaguardia degli interessi delle minoranze italofone. Risulta inoltre abbastanza chiaro, nella sciagurata evenienza di un SI ticinese, che i nostri rappresentati alle camere federali non avrebbero argomenti a favore della tutela degli interessi del nostro cantone nell’elaborazione di un auspicabile “Piano B”.

Qualora il SI dovesse quindi prevalere – salvo appunto interventi diretti, ma assolutamente non preventivabili con certezza, da parte della politica federale – la produzione televisiva ticinese scomparirà e quella radiofonica sarà di molto ridimensionata. È improbabile (per usare un eufemismo) che i circa CHF 200 milioni annuali destinati al Ticino dalla confederazione verranno sostituiti dalla raccolta pubblicitaria, che dovrebbe sorpassare i CHF 500’000.– al giorno.

L’attuale offerta radio-televisiva ticinese ha importanti risvolti sociali, culturali, istituzionali ed economici. Garantisce tra l’altro l’informazione in ambito giudiziario, a tutela dello stato di diritto. Le emittenti ticinesi informano regolarmente la popolazione dell’esito dei processi, in merito all’attività della polizia, alle procedure legislative e a molti altri argomenti in ambito legale. Forniscono importanti informazioni di natura giuridica, ad esempio con programmi di consulenza, alle quali volentieri l’Ordine degli avvocati del Canton Ticino partecipa. L’oggetto in discussione nelle varie votazioni viene debitamente illustrato dall’emittente pubblica e i contendenti possono esporre le proprie ragioni. In occasione delle elezioni i candidati hanno la possibilità di presentare i propri programmi ed esporre le proprie simpatie politiche, a tutela e garanzia delle nostre istituzioni democratiche. La votazione in agenda il 4 marzo 2018, oltre a mettere a repentaglio un numero consistente di posti di lavoro, potrebbe avere risvolti di rilevanza epocale. Per il bene del Ticino e della Svizzera auspico una presenza massiccia di ticinesi alle urne che esprimano un chiaro NO a “Nein Billag”.

 

 

Concerto Io Voto No!

Giovedì 22 febbraio, dalle 19.30
Sala eventi EVENTICA, via S. Gottardo 18, Castione
Entrata gratuita

Un grande evento musicale gratuito organizzato dall’Associazione Amici della RSI in collaborazione con Radio Fiume Ticino.
Tanti artisti amici della RSI si alterneranno in un grande concerto a favore del nostro servizio pubblico radiotelevisivo.

Tutti uniti per la democrazia, la solidarietà tra le regioni, la cultura e l’informazione pluralista. Tutti uniti per la RSI e le nostre Radiotelevisioni.
Tutti uniti per dire NO!
#Iovotono #nonobillag

ALTOVOLTAGGIO & LEO LEONI // ANDREA BIGNASCA // VASCO JAM // MIDNIGHT LOVERS // VOMITORS // DAVIDE BUZZI // GOSPEL! BLAST! FIGHTER! // RE:FUNK // ELIAS BERTINI
… E TANTE ALTRE SORPRESE!

Gli appuntamenti con noi!

Il 4 marzo voteremo per decidere della salvezza della RSI, della SSR e del Servizio Pubblico Svizzero Radiotelevisivo.
L’Associazione sarà sempre più presente sul territorio della Svizzera italiana con incontri pubblici attraverso i quali spiegare alla popolazione quali cambiamenti sociali, istituzionali ed economici potrebbero avvenire a seguito della votazione sull’Iniziativa popolare detta “No Billag”.
Durante gli incontri sarà illustrato, anche in chiave storica, qual è stato e quale è l’attuale contributo della Radiotelevisione della Svizzera italiana, e di quella nazionale, alla crescita e alla coesione del nostro Paese.

Questi i prossimi appuntamenti da mettere in agenda:

Mercoledì 31 gennaio, 19.00, Cavigliano, sala multiuso
Venerdì 2 febbraio, 18.30, Massagno, cinema Lux
Giovedì 8 febbraio, 20.00, Arbedo, sala multiuso
Giovedì 15 febbraio, 18.30, Grono, aula magna

Saranno presenti il prof Mauro Baranzini e la prof. Amalia Mirante.
Oltre a questi incontri vi segnaliamo:

Giovedì 1. febbraio alle ore 19:00, al Palazzo dei Congressi di Lugano, serata con la Consigliera federale Doris Leuthard, sul tema “No Billag: pro e contro”.
L’evento sarà aperto da un intervento della Consigliera federale Doris Leuthard, che risponderà alle domande di Fabio Pontiggia.
Sui pro e contro dell’iniziativa, si esprimeranno i Consiglieri agli Stati Fabio Abate e Filippo Lombardi e per il sì Paolo Pamini e Matteo Cheda.

Aiutaci ad informare più cittadine e cittadini possibile, invitando amici e conoscenti agli eventi programmati.

 

Serata pubblica a Morbio Inferiore

Giovedì 24 gennaio alle 20 si terrà alla sala comunale di Morbio Inferiore una serata informativa in merito alla votazione “No Billag”. Saranno presenti come relatori Amalia Mirante ed il prof. Mauro Baranzini, presidente Associazione Amici RSI. Inoltre saranno presenti anche i giornalisti RSI Enrico Carpani, Francesca Campagiorni e Giampaolo Giannoni.

SSR e No Billag: i numeri parlano chiaro

Dal blog di Gilles Marchand:
https://www.gillesmarchand.ch/ssr-parlons-clair-cash/

Si parla molto del servizio pubblico svizzero. In tutta Europa e anche in Canada, dove il dibattito sulla possibile e definitiva scomparsa della SSR il 4 marzo 2018 continua a stupire.

Circolano le ipotesi più fantasiose. Si dice che sarà possibile continuare a fare gli stessi buoni programmi, apprezzati dal pubblico, abolendo il canone e che basterà adottare un sistema di pagamento à la carte per risolvere tutti i problemi. Inoltre, si continua a pensare che la pubblicità, con un colpo di bacchetta magica, basterà per coprire tutti i costi della produzione audiovisiva. Questi scenari, degni dei peggiori apprendisti stregoni, sono l’uno più assurdo dell’altro. Un “sì” a No Billag il 4 marzo porterebbe di fatto alla rapida scomparsa della SSR e di tutti i programmi radiofonici e televisivi trasmessi nelle quattro lingue nazionali da decenni. Ma, al di là dei 12.000 posti di lavoro diretti e indiretti soppressi da quest’iniziativa, è necessario che tutti conoscano gli effetti collaterali della scomparsa dell’SSR.

In particolare a livello economico – come confermano le cifre.
Il bilancio complessivo della SSR è di 1,64 miliardi di franchi. Per 7 canali TV, 17 radio, molte piattaforme web, e tutto in 4 lingue. Per la cronaca: i servizi pubblici dei paesi limitrofi, che producono tutti in una sola lingua, sono Radio France-France Télévisions (3,9 miliardi di Euro), ARD-ZDF (8,6 miliardi di Euro), RAI (2,8 miliardi di Euro).

Un finanziamento condiviso, nessun cittadino mediatico di serie B in Svizzera. Del budget di 1,64 miliardi di franchi della SSR, 1,25 miliardi di franchi provengono dalla tassa di ricezione (oltre il 75%). I ricavi commerciali rappresentano circa 280 milioni di franchi. Secondo il BAK Economics Institute (precedentemente noto come BAK Basel), un contributo di CHF 1.- genera CHF 1.42 di valore aggiunto per l’economia svizzera.

Il bilancio dell’SSR è distribuito secondo una chiave di solidarietà interregionale. Ad esempio, la Svizzera tedesca e reto-romancia genera il 71% dei ricavi SSR (canone e pubblicità), ma riceve solo il 45,5% delle risorse SSR. La Svizzera romanda genera il 24,5% delle risorse e ne riceve il 32,7%. Quanto alla Svizzera italiana, genera il 4,5% delle risorse e ne riceve il 21,8%.

Questo meccanismo di solidarietà permette di offrire prestazioni equivalenti fra le 3 principali regioni linguistiche del paese, indipendentemente dalla loro capacità economica o dal potenziale demografico. Siamo qui al centro del sistema di coesione svizzero: da noi, nessuno è mediaticamente un cittadino di serie B! Un principio spazzato via con nonchalance dall’iniziativa No-Billag.

Una presenza regionale e 12.000 posti di lavoro diretti o indiretti.

La SSR è presente su tutto il territorio nazionale. Con studi di produzione a Ginevra, Losanna, Berna, Basilea, Zurigo, Lugano e uffici in molte città svizzere. 1560 collaboratori (TPE) sono attivi nella Svizzera romanda, 2860 nella Svizzera tedesca, 1030 nella Svizzera italiana e 130 nei Grigioni. Circa 6.000 posti di lavoro diretti, quindi. Persone che, con le loro famiglie, lavorano e consumano in tutto il paese. 6000 altri posti di lavoro indiretti sono creati in Svizzera, grazie ai mandati relativi all’attività dell’SSR. Così, ogni anno, più di 700 milioni di franchi vengono reintrodotti direttamente nel tessuto economico locale.

Più di 900 milioni di investimenti in Svizzera nei prossimi 10 anni. Per mantenere il suo know-how e le sue attrezzature, la SSR investe molto nell’economia svizzera. Circa 370 milioni di franchi sono previsti per i prossimi 5 anni nell’area tecnica e informatica (80 milioni nella Svizzera Romanda, 225 milioni nella Svizzera tedesca, 55 milioni nella Svizzera italiana, 10 milioni nella Svizzera romancia).

Quanto agli investimenti immobiliari, parliamo di circa 560 milioni di CHF attesi per il periodo 2020-28, sempre in tutte le regioni (240 milioni nella Svizzera romanda, 208 milioni nella Svizzera tedesca, 111 milioni nella Svizzera italiana, 1 milione nella Svizzera romancia).

Tutti questi investimenti sono ovviamente molto importanti per numerose aziende svizzere. Perché il 90% delle spese relative alla realizzazione del mandato di servizio pubblico della SSR sono effettuate in Svizzera. In diversi settori, come l’industria audiovisiva, il settore IT, il cinema, l’edilizia, l’energia, ecc. E l’80% degli acquisti di prodotti e servizi SSR viene effettuato in Svizzera.

Ultimo aspetto, ingiustamente dimenticato nel dibattito in corso: l’influenza della Svizzera nel mondo. Grazie a TV5Monde (354 milioni di famiglie collegate!), 3Sat, swissinfo o tvsvizzera.it, il nostro paese si presenta sulla scena internazionale. Per raccontare le nostre realtà, i nostri successi e i nostri paesaggi. Un servizio prezioso per il turismo, la finanza e il know-how svizzeri.

È vero quindi che il dibattito sul servizio pubblico audiovisivo è un dibattito sui valori, sui programmi, sul perimetro, sulla coesistenza di attori pubblici e privati in un mercato mediatico minuscolo e sotto pressione. Ma la SSR è anche un’azienda che alimenta il tessuto economico nazionale. La sua condanna a morte avrebbe conseguenze pesanti, ben oltre le 6000 famiglie colpite duramente da questo disastro.

Gli apprendisti stregoni di No Billag immaginano che il mercato sostituirà da un giorno all’altro questo motore economico, che grazie al consumo on demand e alla pubblicità la SSR potrà essere cancellata senza grandi conseguenze. Una grave illusione ottica. E il 5 marzo, dopo un sì, sarà troppo tardi per cambiare gli occhiali: le lenti saranno irrimediabilmente rotte.

Gilles Marchand
Direttore Generale SSR

Fonti:
BAKBASEL, Sept. 2016; Effets économiques des médias de service public financés par la redevance. Une analyse d’impact macroéconomique commandée par l’Office fédéral de la communication OFCOM
EBU «Funding of Public Service Media 2017», Media Intelligence Services
SRG SSR (FuC, HR, MFP 2018-2022, Masterplan Immobilier 2019-2028, analyse interne «Swissness» du management d’achat de la SSR 21.6.2016)

Queste sono le cifre dei flussi finanziari della distribuzione del canone della SSR.
Nella Svizzera Italiana vanno aggiunti 4.5 milioni che vanno a Radio 3i/Teleticino e 1 milione che va a Radio Fiume Ticino attraverso il canone, del quale radio e tv private beneficiano nella misura del 6%.

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